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POTENZA MILITARE
L'Uomo che è dietro la 'Guerra Totale' in Medio Oriente
di William O. Beeman
18 Maggio, 2003
La maggior parte degli Americani non ha mai sentito parlare di Michael
Ledeen, ma se gli Stati Uniti finiranno per intraprendere una azione
militare estesa a gran parte del Medio Oriente, questo sarà dovuto
in maniera consistente alla sua ispirazione.
Un membro del conservatore American Enterprise Institute, Ledeen è
un ex impiegato del Pentagono, del Dipartimento di Stato e del Consiglio
di Sicurezza Nazionale. Come consulente che lavorò con il capo
del CSN Robert McFarlane, Ledeen fu coinvolto nel trasferimento di armi
all'Iran durante l'affare Iran-Contra -- un'avventura che ha documentato
nel suo libro "Perilous Statecraft : An Insider's Account of the
Iran-Contra Affair." Il suo libro più influente è
dello scorso anno e si intitola "The War Against the Terror Masters:
Why It Happened. Where We Are Now. How We'll Win.".
Le idee di Ledeen vengono giornalmente ripetute da tali figure quali
il Vice Presidente Dick Cheney, il Segretario alla Difesa Donald Rumsfeld
e il Deputy del Segretario alla Difesa Paul Wolfowitz. I suoi punti
di vista sanciscono virtualmente il rigido abbandono della filosofia
americana quanto a politica straniera, che è esistita prima della
tragedia dell'11 Settembre. Leeden basicamente crede che la violenza
messa al servizio della diffusione di democrazia sia il destino manifesto
dell'America. Di conseguenza, si è trasformato nel legittimatore
filosofico dell'occupazione americana dell'Iraq.
Adesso Ledeen sta chiedendo un cambiamento di regime che vada ben al
di là dell'Iraq. In un pezzo del 30 Aprile intitolato "Time
to Focus on Iran -- The Mother of Modern Terrorism", scritto per
il forum di politica del Jewish Institute for National Security Affairs,
ha dichiarato, "Il tempo per la diplomazia è giunto alla
fine; è tempo per un Iran libero, una Siria libera ed un Libano
libero."
Con un gruppo di altri conservatori, Ledeen ha recentemente creato il
Centro per la Democrazia in Iran, un gruppo di azione che mette a fuoco
la realizzazione di un cambiamento di regime nel paese della rivoluzione
islamica.
Citazioni dai lavori di Ledeen rivelano un insieme molto particolare
di credenze circa gli atteggiamenti americani verso la violenza. "il
cambiamento -- soprattutto il cambiamento violento -- è l'essenza
della storia umana," afferma in suo libro, "Machiavelli on
Modern Leadership." In un influente saggio sulla National Review
Online asserisce, "La Distruzione creativa è il nostro secondo
nome. Lo facciamo automaticamente
È tempo ancora una volta
di esportare la rivoluzione democratica."
Ledeen si è transformato nella forza filosofica guida che sta
dietro il movimento neo-conservatore e le azioni militari che ha generato.
Il suo libro del 1996, "Freedom Betrayed; How the United States
Led a Global Democratic Revolution, Won the Cold War and Walked Away,"
rivela l'ossessione neo-conservatrice di base: Gli Stati Uniti non hanno
mai "vinto" la Guerra Fredda; L'Unione Sovietica è
crollata sotto il proprio peso senza che un solo colpo sia stato sparato.
Avessero gli Stati Uniti veramente vinto, istituzioni democratiche starebbero
germogliando dappertutto una volta eliminata la minaccia del comunismo.
L'Iraq, l'Iran e la Siria sono in primo luogo le nazioni dove questo
dovrebbe accadere, secondo Ledeen. Il processo tramite cui questo dovrebbe
essere adesso realizzato è violento, ed è chiamato "guerra
totale."
"La guerra totale distrugge non soltanto le forze militari del
nemico, ma porta inoltre la società nemica verso un punto decisionale
estremamente personale, di modo che è disposta ad accettare un'inversione
delle sue tendenze culturali," Ledeen scrive. "Risparmiare
delle vite civili non può essere la prima priorità della
guerra totale
Lo scopo della guerra totale è di permanentemente
forzare la nostra volontà su un'altra gente."
Di conseguenza, Ledeen ha escoriato sia il Dipartimento di Stato che
le Nazioni Unite per avere espresso la loro preferenza per le soluzioni
diplomatiche invece che per il conflitto militare; così come
la CIA per avere equivocato sulla prova che condannerebbe "i nemici
dell'America" e giustificherebbe l'azione militante.
"Nessuno che io conosca desidera intraprendere la guerra con l'Iran
e la Siria, ma credo che ci sia un chiaro riconoscimento che dobbiamo
difenderci da loro," Ledeen ha scritto il 6 di maggio nel canadese
Globe and the Mail.
Benchè compaia su mezzi di comunicazione conservatori quali il
canale televisivo Fox, Ledeen non è stato scelto per essere il
soggetto di molta attenzione mediatica da parte della amministrazione
Bush, malgrado la sua vasta influenza a Washington. I suoi punti di
vista possono essere percepiti come troppo estremi per la maggior parte
degli Americani, che preferiscono pensare degli Stati Uniti come impegnati
a perseguire la violenza soltanto quando attaccati e soprattutto manifestando
obiettivi altruistici verso altre nazioni.
Chiaramente, una decisione finale riguardo ad una continuazione dell'azione
militare statunitense in Iran, Siria e Libano non è stata presa.
Ma Ledeen ha un notevole passato sulle spalle. Stava richiedendo gli
attacchi militari contro l'Iraq durante gli anni 90 e l'invasione degli
Stati Uniti del 19 di Marzo è finita per essere un totale adempimento
delle sue proposte.
Dato sia il suo fervore che la sua influenza nei confronti degli uomini
con le pistole, gli Americani non dovrebbero essere tanto sorpresi se
alla fine i pronunciamenti di Ledeen divenissero realtà.
William O. Beeman, che contribuisce opinionismo al Pacific News Service,
insegna antropologia e dirige i Middle East Studies alla Brown University.
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