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LIBERTA’ PER I SETTE ATTIVISTI SAHRAWI ARRESTATI DALLE AUTORITA’ MAROCCHINE

L’Associazione Nazionale di Solidarietà con il Popolo Sahrawi, ANSPS, unisce la sua voce a quanti, in tutto il mondo, protestano nel modo più fermo contro il governo marocchino, per l’arresto, l’8 ottobre u.s. , di sette attivisti sahrawi dei diritti umani, al rientro da una visita ai famigliari nei campi profughi, nel deserto algerino.

Molti di loro avevano gia sofferto in passato carcere, torture, persecuzioni varie. La loro sola colpa, questa volta, e’ di essersi recati, attraverso l’Algeria, nei campi dove, da oltre trent’anni, decine e decine di migliaia di profughi vivono in condizioni precarie nel deserto. I sette, per la prima volta, avevano potuto fare visita a parenti ed amici, da cui sono separati da decenni. Va anche rilevato che la possibilità di visita dei propri cari, attraverso il muro minato, costruito dai Marocchini per separare i due Territori, quello occupato e quello liberato, e’ una delle azioni di buona volontà proposte e sostenute dalle Nazioni Unite.

Al loro rientro in Marocco, i sette sono stati immediatamente sequestrati dalle forze di polizia marocchine e, dopo un allarme lanciato con un telefonino, per oltre una settimana non si sono avute loro notizie. Ora, viceversa, si apprende che sono stati deferiti e verranno processati da un Tribunale militare, con le gravissime imputazioni di alto tradimento ed attentato alla sicurezza dello Stato, accuse che, nel contesto di un procedimento penale militare, possono comportare anche la pena capitale.

Da vent’anni, ciò non avveniva. Questo fatto, di gravita estrema, squarcia il velo sulla falsità del preteso processo di democratizzazione nel Regno del Marocco e sull’attuale sovrano, che aveva preteso di presentarsi come un capo di Stato moderno, illuminato, aperto al superamento dei limiti di democrazia e libertà che, nel passato, avevano fatto calare pesanti ombre su suo padre.

L’ANSPS fa appello affinché da tutte le forze democratiche, da tutto il Movimento di solidarietà con il Popolo Sahrawi, dai Parlamentari, dagli Enti locali, vengano fatti giungere alle autorità marocchine tutta la preoccupazione e lo sdegno che attraversano il mondo intero, con la richiesta che venga fermato il mostro giuridico ed umano che si prepara e che i sette detenuti siano immediatamente liberati.

Proponiamo che messaggi di protesta vengano fatti pervenire all’Ambasciata del Regno del Marocco, sifamaroma@ambasciatadelmarocco.it
e che copia ne sia inviata al Segretario Generale delle Nazioni Unite, tramite l’ufficio di Roma (essendo protetto l’indirizzo di New York), unicri.rome@unicri.it.

Chiediamo che Parlamentari Europei e Nazionali assumano iniziative urgenti nelle rispettive sedi istituzionali, rivolgendosi alla Commissione europea ed al Ministro degli Esteri Italiano, anche alla luce della prossima discussione dello status privilegiato che l’UE potrebbe concedere al Marocco.
- Ministero degli Esteri, info.italyun@esteri.it
- Commissione Europea, COMM-REP-IT-INFO@ec.europa.eu

Invitiamo tutti a compiere passi analoghi nei confronti di
- Ambasciata Italiana a Rabat, ambasciata.rabat@esteri.it
- Missione dell’Unione Europea a Rabat, delegation-morocco@ec.europa.eu
- Ambasciata degli Stati Uniti d’America a Roma, uscitizensrome@state.gov

ANSPS
Associazione Nazionale di Solidarietà con il Popolo Sahrawi
via Ostiense, 152 - 00154 Roma
t/f (0039) 06.57 80 639; ansps@libero.it
skype: ansps.sahrawi